Rapporto sulla situazione e i bisogni dei volontari

Nella prima fase del progetto CaseWORK è stata effettuata un'analisi dettagliata della situazione e dei bisogni dei volontari nel settore migrazione nei paesi coinvolti. Il rapporto sulla situazione e le esigenze dei volontari che lavorano con i rifugiati può essere letto e scaricato qui.

In tutti i paesi del progetto (Austria, Germania, Grecia, Italia e Slovenia) emerge un forte impegno dei volontari che operano con rifugiati e richiedenti asilo. Possiamo chiamare questi volontari "attivisti per la solidarietà", perché sono spesso spinti dalla loro volontà di cambiare la condizione in cui si trovano a vivere rifugiati e richiedenti asilo, e non solo di fornire loro servizi. Da questa prospettiva si possono evidenziare alcune caratteristiche comuni rilevanti per il progetto.

I volontari segnalano cinque sfide principali per il loro lavoro:
  1. non sostituirsi agli enti pubblici, adeguatamente finanziati secondo la legge e incentrati sulla garanzia dei servizi di assistenza sociale (che dovrebbe comunque essere fornita, anche quando manca il lavoro volontario);
  2. assicurare una competenza misurata alla natura delle attività svolte;
  3. evitare sovrapposizioni con le azioni dei professionisti;
  4. promuovere il processo di integrazione, attraverso un sostegno flessibile e personale in grado di ridurre al minimo l'isolamento e offrire opportunità ai richiedenti asilo di sviluppare il loro potenziale umano e le loro capacità;
  5. infine, contribuire a migliorare gli standard di protezione dei gruppi più vulnerabili.

Formazione online per i volontari

I volontari vorrebbero un corso di formazione online che fornisce informazioni generali, supporto psicologico e competenze interculturali che soddisfino i loro bisogni, specialmente se si svolge all'interno di un ambiente di apprendimento flessibile – in termini di tempo, luogo e contenuto – e facilmente accessibile. Il corso di formazione non dovrebbe essere obbligatorio o impegnativo, ma dovrebbe funzionare come fonte di sostegno facilmente accessibile. Informazioni e supporto utili dovrebbero pertanto essere accessibili in qualsiasi momento e luogo.

I volontari segnalano la necessità di conoscenze e sostegno psicologici, nonché la conoscenza della migrazione e delle sue cause. Esiste un bisogno generale di informazioni su questioni politiche e legali, sull'ordine pubblico o sulle procedure amministrative in Europa e nel contesto nazionale.

Per quanto riguarda le competenze trasversali, si concentrano principalmente nell'area della comunicazione e delle competenze interculturali, utili per una gestione più funzionale dello stress e dei conflitti. I volontari hanno menzionato le competenze interculturali e le abilità strettamente correlate ad esse, ad esempio tolleranza, apertura, empatia o conoscenza culturale. Ciò suggerisce che i volontari sentono il bisogno di rafforzare la loro capacità di gestire barriere culturali come le convinzioni politiche e religiose, le mentalità e gli stili di vita diversi.

I volontari nei paesi coinvolti sono spesso al di sotto di 25 anni o sopra i 60. Il gruppo più giovane ha competenze digitali sviluppate e non ha grandi problemi per l'accesso a un programma di formazione online. I volontari più anziani potrebbero avere più difficoltà ad accedere a un corso di formazione online. Pertanto, l’ambiente di apprendimento deve essere facile da usare, di semplice comprensione e di facile accesso. Tutti i gruppi di volontari hanno a che fare con vincoli legati al tempo, quindi la formazione online deve adattarsi ai conflitti temporali, con flessibilità nelle tempistiche e nei contenuti.

La fluidità delle situazioni e del contesto specifico richiedono uno sforzo continuo di aggiornamento e capacità di risolvere problemi: per questo motivo le attività formative non devono essere basate su un approccio astratto o generalizzante, ma devono essere adattate al contesto. In tal senso può essere importante utilizzare maggiormente pratiche formative come l’“action research”, l’“action learning”, la narrazione e l’autobiografia, nonché organizzare e valorizzare quei processi di relazione interpersonale tra persone meno esperte e più esperte che si producono spontaneamente negli ambienti di lavoro del volontariato e non solo (il cosiddetto “learning by networking”).

L'idea di formazione di CaseWORK è in linea con le esigenze dei volontari. Il progetto sta procedendo positivamente e arriverà presto a nuovi risultati!

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